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La scommessa di Michelangelo

22 Luglio 2016

Un volto, molteplici storie

Concludiamo la nostra trilogia di approfondimento raccontandovi due curiosi aneddoti che legano Michelangelo Buonarroti a Piazza della Signoria.

Non molti sanno che, guardando la facciata di Palazzo Vecchio, sul lato destro verso via della Ninna (quasi dietro il gruppo scultoreo di Ercole e Caco di Baccio Bandinelli), in basso sullo spigolo dell’edificio, c’è una pietra su cui è scolpito “a traccia”, come fosse un graffito, il profilo del volto di un uomo, forse realizzato con mazzuolo e scalpello.

La maggior parte dei turisti - gli stessi fiorentini non ne sono immuni - attratti dalle meraviglie artistiche offerte dalla piazza, ignora totalmente la presenza di questa testa graffita che, se non si cerca con attenzione, è difficile notare tra le numerose pietre di quello che è certamente uno dei più bei palazzi al mondo.

L’aneddoto di cui andiamo a parlarvi oggi gode di ampio credito popolare e racconta che quella testa incisa nelle mura di Palazzo Vecchio sarebbe stata scolpita da Michelangelo a seguito di una scommessa. Il Maestro sarebbe stato sfidato dai suoi amici a ritrarre nella roccia il volto di uno di loro, tenendo però le mani legate dietro la schiena! Michelangelo, che mai si sarebbe tirato indietro di fronte alla ghiotta opportunità di dimostrare il suo talento, raccolse la sfida, e scolpì questa piccola opera d’arte. Non è chiaro se la testa riuscì perfettamente somigliante a quello che era stato il soggetto scelto, ma ne è indiscussa l’attribuzione alla mano di Michelangelo; nonostante le condizioni precarie in cui fu realizzata, l’opera si presenta tutt’oggi ben nitida e vigorosa.

Tra le versioni popolari del ritratto, questa che vi abbiamo appena raccontato è sicuramente quella più “affidabile”; tuttavia, ve ne è un’altra che a nostro avviso merita di essere narrata, non tanto perché fondata su testimonianze più credibili della precedente, ma perché sicuramente molto divertente. L’aneddoto in questione attribuirebbe il volto inciso a quello di un uomo, avversario di Michelangelo  per futili motivi di denaro (probabilmente suo debitore). Il Maestro, trovandosi a passare per caso in Piazza della Signoria, notò il malcapitato condannato alla pena di morte imprigionato nelle travi di legno nei pressi della Loggia dei Lanzi. Michelangelo quindi, avvicinandosi ad una guardia, chiese per quanto tempo l’uomo sarebbe rimasto attaccato ‘’ai legni’’; alla risposta data dalla guardia, Michelangelo esclamò: “Per troppo poco tempo! Abbisogna che li fiorentini si ricordino più a lungo di costui!” e si mise subito all’opera, nell’intento di immortalare il volto dell’uomo affinché il popolo lo ricordasse più a lungo possibile. Scopo decisamente raggiunto, dato che tutt’oggi il ritratto è ben visibile inciso nel bugnato di Palazzo Vecchio.

E voi, a quale versione credete?