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Museo - David

"Mai più s'è veduto un posamento sì dolce né grazia che tal cosa pareggi, né piedi, né mani, né testa che a ogni suo membro di bontà d'artificio e di parità, né di disegno s'accordi tanto".
Con queste parole Giorgio Vasari cerca di definire le ragioni della meraviglia che la visione del David desta nello spettatore, e prosegue scrivendo che la statua supera tanto in bellezza e maestria le sculture antiche e moderne, che non vale la pena guardarne altre.

Alla fine del 1501, Michelangelo ottenne dall'Opera del Duomo la concessione di lavorare un blocco di marmo abbandonato nel cantiere della cattedrale di Firenze, per ricavarne una figura del giovane Profeta, che fu poi posta dinnanzi a Palazzo Vecchio in piazza Signoria.
David è raffigurato in atteggiamento meditativo dopo la vittoria su Golia, secondo un'iconografia del tutto eccezionale, in quanto sotto il suo piedistallo non compare la testa mozzata del gigante sconfitto. La fionda è appena visibile, a ribadire come David debba la sua vittoria non alle armi, ma all'intelletto e all'innocenza.
Appena collocata davanti a Palazzo Vecchio, la statua divenne il simbolo della libertà e della coscienza civile della Repubblica fiorentina in quanto la città, stretta tra nemici potenti, si identificava nel giovane eroe, che, con l'aiuto di Dio, aveva sconfitto l'avversario tanto più forte.
Nel 1873 l'originale fu trasferito nella Tribuna della Galleria appositamente costruita e solo nel 1908 fu sostituito dalla copia in marmo che tuttora si vede in piazza Signoria. Già nel 1866 era stata realizzata anche la copia in bronzo che si trova a piazzale Michelangelo.